Pino Taglialatela sta per indossare di nuovo i guanti da portiere. Può sembrare incredibile vista l’età, ma l’ex portiere del Napoli sta per fare il suo ritorno in campo nell’Eccellenza Campana. La squadra in questione è l’Ischia Isolaverde (che ha militato in Serie C qualche anno fa), isola dove è nato il buon Pino.

Pino Taglialatela: i motivi del suo ritorno

Il motivo di questa clamorosa scelta di Taglialatela è che alla squadra campana manca un portiere. Infatti durante uno scontro di gioco, Claudio Mazzella e Gennaro Di Chiara hanno avuto la peggio, lussandosi entrambi la spalla.

Entrambi i giocatori dovranno stare al riposo per un minimo di 15 giorni. Di conseguenza non ci saranno nel derby cittadino contro il Barano.

Inoltre i portieri delle giovanili juniores sono già impegnati nel loro campionato e quindi la scelta è ricaduta sull’esperto portiere.

Pino è direttore generale del club ischitano, la partita che si disputerà domenica prossima non sarà una partita banale visto che giocherà un portiere che nonostante i tempi bui a Napoli viene ricordato con molto affetto.

Pino Taglialatela: la sua carriera

Dopo aver girovagato in prestito in squadre del sud come Palermo, Bari e Avellino, Pino Taglialatela nel 1993 aveva finalmente coronato il suo sogno di giocare con la maglia del Napoli.

Il soprannome di Batman proviene dalla sua particolare maglia da portiere che aveva il simbolo del noto supereroe di Gotham.

L’ex portiere azzurro nel corso della sua carriera ha parato ben 11 rigori su 27 ed è nella top ten dei portieri pararigori della Serie A.

La sua sfortuna è stata quella di essere capitato in un periodo dove la società stava intraprendendo il suo declino culminato nel 1998 con una retrocessione dove in un famoso Parma-Napoli, Pino andò via dal campo in lacrime con Fabio Cannavaro a consolarlo.

Nonostante ciò i tifosi napoletani lo ricorderanno con affetto per il suo attaccamento alla maglia.

PS: ovviamente si tratta di un pesce d’Aprile ideato dallo stesso Ischia e il buon Pino è felicissimo di fare il dirigente della squadra della sua città.