Il nostro paese, come tante altre nazioni europee, sta affrontando quello che per molti è il principio di una fase di difficoltà legata ai contesti economici e sociali, a loro volta uniti a problematiche di entità rilevane.

Dopo due anni dettati dal Covid siamo oramai abituati al concetto di Bonus, quindi siamo abituati a non sorprenderci troppo quando viene comunicato una nuova formula di agevolazione.

Ma quello ufficializzato dalla ministra Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti riguarda una categoria di persone molto specifiche ma allo stesso tempo assolutamente importante, ossia ail Bonus Padri Separati.

Di cosa si tratta?

Bonus padri separati fino a 800 euro: a chi spetta, come richiederlo

E’ un’agevolazione economica basata su una quantità di risorse stanziate di circa 10 milioni di euro che ha sostanzialmente modificato il precedente disegno, che ha fatto parte del decreto Sostegni, varata dal governo Draghi nel maggio del 2021, ma considerato inattuabile nella forma a concepita dalla Lega in quanto erano menzionati i separati e i divorziati ma non le coppie di fatto, oltre a far arrivare l’assegno al genitore e non direttamente ai figli.

In sostanza si tratta di un assegno dal valore massimo di 800 euro al mese per un anno (quindi per un totale di 9.600 euro), destinato ai genitori che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento ai proprti figli a causa di un calo del reddito dovuto alla pandemia da Covid-19.

Una condizione particolarmente diffusa e conosciuta nel nostro paese.

Il pagamento del bonus è stata concepita in una soluzione unica con un tetto di 800 euro mensili e per un massimo di un anno “tenuto conto delle disponibilità del fondo” che è per ora di 10 milioni di euro, come accennato.

Potranno farne richiesta coloro che possono effettivamente  dimostrare di aver subio un calo delle entrate a causa della pandemia e di possedere un reddito inferiore o uguale a 8.174,00 euro nell’anno in cui si chiede il sostegno, mentre ne sono esclusi coloro che uttiche hanno ricevuto l’assegno di mantenimento nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022.

Non sono state ancora diramate ufficialmente informazioni sulla metodologia della richiesta, che verranno ufficializzate probabilmente entro il mese prossimo.

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