Le sigarette costituiscono un enorme problema per la salute dei consumatori ma anche di chi non ne fa uso attivaamente, per le già conosciute problematiche dovute al fumo passivo.

Allo stesso tempo però rappresenta anche un mercato produttivo di enorme rilevanza, che pur evolutosi, continua a portare le tradizionali sigarette ad essere una risorsa economica importante anche per lo Stato.

Un aumento sul costo delle sigarette è infatti già stato concepito per l’anno nuovo.

Aumento costo sigarette: quando inizierà, le percentuali di aumento

Le sigarette fanno male, è qualcosa di cui si è a conoscenza da tempo ma solo in tempi relativamente recenti i produttori, avendo trovato delle “alternative” (come le sigarette elettroniche), in associazione con i governi, hanno iniziato un’opera di disincentivazione dell’acquisto di questi prodotti, in particolare per i giovani.

Il costo del tabacco e delle sigarette è ovviamente controllato e determinato dallo Stato, e l’ultima dose di aumenti prevedeva originariamente un aumento progressivo in 3 anni: da 23 a 36 euro per 1.000 sigarette nel 2023, a 36,50 euro per 1.000 sigarette nel 2024 e a 37,00 euro per 1.000 sigarette a partire dal 2025.

Si sarebbe tradotto in un aumento a pacchetto di 20 centesimi dal 2023, e di ulteriori 10 e 15 centesimi per gli anni successivi.

Il governo Meloni ha tuttavia confermato questi rincari però riducendone l’importo, quindi non più con una media di 20 centesimi come previsto dalla prima versione della manovra, ma di circa 10-12 centesimi, a seconda della marca e dal tipo di sigarette.

Tuttavia per fronteggiare questo “ammanco”, sono i trinciati a salire di prezzo con importi anche superiori di 35 centesimi a pacchetto.

Questi rincari sono utilizzati anche per fronteggiare una quantità di sigarette sempre elevata ma in diminuizione: in alcuni paesi come la Nuova Zelanda ha già programmato di vietarle in toto in futuro.

sigarette