Il Napoli era atteso ad uno snodo, l’ennesimo di questa seconda parte di stagione, fondamentale per consolidare ancora di più il piazzamento in Champions e continuare a sperare nello scudetto. Il Milan, con una gara in meno, è stato appaiato in cima alla classifica con 66 punti in graduatoria.

Maturità, un tratto fondamentale per ambire a qualsiasi traguardo di un certo prestigio sembra oramai far parte di questo Napoli, che oramai ha imparato a soffrire, stringere i denti, e una volta addattatosi all’avversario di turno, per poi colpire quando necessario.

Atalanta Napoli 1-3: azzurri praticamente perfetti, affondata la Dea

La frase “è stata la vittoria del gruppo” diventa stereotipata ma è assolutamente calzante alla compagine di Spalletti, sempre più artefice ed anima del gruppo azzurro, che al netto delle difficoltà “ambientali” conosciute in quel di Bergamo, è stato indiscutibilmente in grado di far remare nella medesima direzione tutti i suoi esponenti.

Napoli che si è presentato sul campo dell’Atalanta privo di Osimhen, Rrahmani, squalificati e Di Lorenzo, vero stakanovista azzurro.

E’ stata la vittoria di Spalletti, che non ha esitato a ribadire già in conferenza stampa la fiducia di Zanoli, all’esordio assoluto dal 1′ in massima serie dopo una buona stagione con la casacca del Legnano, in Serie C.

La gara del giovane esterno non ha fatto rimpiangere il titolare della nazionale italiana ed altrettanto bene ha fatto il redivivo (fino a un certo punto) Mario Rui dall’altra parte, autore di una prova sontuosa, sia in attacco che in difesa.

Azzurri che partono contratti, schiacciati dalla verve degli uomini di Gasperini ma che alla prima occasione utile, la sbloccano con un gol su rigore del “presto canadese” Insigne, penalty concesso dopo l’ausilio del VAR per un contatto evidente tra Musso ed il neo papà “Ciro” Mertens.

Al netto dell’impeto dell’Atalanta, controllato bene dalla formazione partenopea, ci pensa nuovamente Insigne a “pennellare” per Politano, rete che significa 0-2 alla fine del primo tempo.

La seconda frazione si apre con l’attacco a testa bassa della Dea ma la linea difensiva azzurra, schermata dal solito affidabile Ospina (impegnato comunque meno di quanto preventivato) e dall’attenzione dell’intero pacchetto arretrato non viene scalfito realmente neanche dalla rete di De Roon, che riapre il match.

A 10′ dalla fine arriva anche il gol “dei subentrati”, sull’asse Lozano-Elmas, opportunamente imbeccati da Koulibaly su un ribaltamento dell’azione.

E’ un Napoli che in definitiva ci crede, è compatto e guarda al futuro con ottimismo, andrà come andrà.