La Redazione di Leggera.cloud ha avuto il piacere di intervistare in Esclusiva il tecnico Carlo Sanchez reduce dall’esperienza di Agropoli con il quale abbiamo toccato davvero tanti punti, dal calcio campano a quello nazionale.

Di seguito l’intervista completa.

Carlo Sanchez: priorità all’Agropoli

Carlo Sanchez ad inizio stagione scorsa era il coordinatore delle Rappresentative Campane, allenatore dell’Under 19 campana e ricopriva anche un ruolo per la Rappresentativa di Serie D campana a livello nazionale.

Ha lasciato questi incarichi dopo la chiamata dell’Agropoli, ma aveva già deciso di allontanarsi a causa dell’annullamento del Torneo delle Regioni.

Salve mister, ennesima entrata in corsa anche nell’ultima stagione e ancora una volta i risultati sono stati ottimi, infatti l’Agropoli ha chiuso al terzo posto ed è arrivato fino alla semifinale play-off regionale. Cosa ha dato a questa squadra per farle cambiare marcia?

“Salve Patrizio, devo essere sincero e fare i complimenti al mio predecessore ad Agropoli. Ho trovato un gruppo di ragazzi seri, preparati e pronti a rimettersi in discussione per ritornare a fare risultati importanti. 

Da subentrato, e questo purtroppo per me è il 6° anno consecutivo, capisco che di tempo per lavorare se ne ha davvero poco, quindi non ho fatto altro che ridare all’inizio morale alla squadra e poi impartire per quanto possibile le mie idee di gioco.

Agropoli è una piazza che merita tantissimo nella quale mi sono trovato benissimo sia con i tifosi che con la società del presidente Infante, al quale vanno i miei più sentiti ringraziamenti per avermi scelto.

E’ una piazza che merita molto di più dell’Eccellenza, perchè sa di calcio e anche la società è pronta per il salto di categoria. Purtroppo davanti avevamo due corazzate come Angri e San Marzano, ma ci siamo giocati le nostre carte, purtroppo il calcio è fatto di episodi e proprio uno di questi ci ha condannati”.

Ha appena dichiarato che Agropoli le è rimasta nel cuore, sarebbe pronto quindi a ripartire alla guida dei Delfini?

“Agropoli è senza dubbio la mia prima scelta per il prossimo anno. Se la società mi dovesse chiamare non avrei dubbi ad accettare l’incarico, potrei rifiutare solo se arrivasse una chiamata dall’estero, perchè coronerei il sogno di una vita, quello di confrontarmi con una realtà diversa da quella italiana.

Non ho dubbi, se il presidente e la dirigenza dell’Agropoli mi dovessero chiamare sarei orgoglioso di ripartire anche perchè iniziando un percorso dall’inizio mi permetterebbe di lavorare al meglio con la rosa a mia disposizione e avere il tempo di conoscerci meglio. Questo mi manca moltissimo”.

Ritornando ad Angri e San Marzano, mister Carlo Sanchez, crede che una delle due possa approdare in Serie D?

“Sono due società fortissime economicamente e meriterebbero entrambe la promozione, credo che l’Angri sia già con un piede in finale, il San Marzano avrà una gara difficile ma può farcela in Calabria, sarebbe un onore per il calcio campano una finale Angri-San Marzano”.

La prossima stagione si ritornerà ad un Eccellenza a due gironi, cosa ne pensa?

“Dico finalmente! Purtroppo ci siamo portati anche in questo ultimo anno gli strascichi della Pandemia ed è stato un altro campionato anomalo. Vincere il proprio girone e non essere promosso direttamente è un’ingiustizia. Credo anche che con due gironi rivedremo più equilibrio e partite di alto livello ogni settimana. Logicamente spero di farne parte alla guida dell’Agropoli”.

La Serie D

Mister Carlo Sanchez facciamo un punto sul percorso delle campane in Serie D, che stagione è stata?

“Una grandissima stagione. Lo dissi proprio a te a luglio che le campane sarebbero state protagoniste e fortunatamente sono stato un buon profeta.

Grandissimi complimenti vanno fatti al Giugliano, squadra che è stata in vetta per tutta la stagione e che ha ampiamente meritato la promozione, credo che abbia anche le carte in regola per aggiudicarsi lo scudetto.

La Gelbison è stata una sorpresa fino ad un certo punto per me, perchè sapevo che alle spalle aveva una società forte e che poteva giocarsi la promozione con la Cavese, che poi ha vinto i play-off.

Nel Girone G grandi cosa ha fatto anche l’Afragolese guidata da un presidente che dà l’anima e che credo e spero possa vincere i play-off. Non è da tutti restare alla guida di una società giocando lontano da casa per tre anni, quindi complimenti sinceri a Niutta ed il suo staff.

Il Gladiator grazie ad un ottimo girone di ritorno ha potuto brindare alla salvezza. 

Il Girone H era tra quelli più complicati e credimi non lo dico perchè sono di parte (il fratello Luigi era l’allenatore), ma il vero miracolo lo ha compiuto la Mariglianese che si è salvata al suo primo anno in Serie D.

Anche nel Girone I tutte hanno raggiunto gli obiettivi prefissati ed una menzione particolare va fatta all’Aversa, ottimo lavoro della dirigenza con tanti giovani, ma in generale tutte le campane hanno fatto bene.

Dispiace per il San Giorgio, perchè so quanta passione ci abbia messo il presidente Mango, ma spero che venga ripescato”.

Giugliano e Gelbison in Serie C ma senza stadi agibili per giocare, perchè in Campania esiste questo problema?

“E’ un peccato che due società promosse non possano iniziare il loro cammino tra i professionisti nel proprio stadio, soprattutto a Giugliano dove esiste una struttura davvero ben fatta. Purtroppo questo è un problema che esiste in molte città campane anche in serie minori.

Non voglio entrare nel merito, ma credo che le amministrazioni comunali debbano dare più importanza allo sport, siamo una regione che vive di calcio e non solo e c’è bisogno di una maggiore attenzione a livello comunale. 

Al nord esistono campi molto più piccoli dei nostri, ma sono meglio attrezzati, c’è più interesse nel far crescere lo sport”.

Il fallimento dell’Italia

Lei ha fatto parte delle Rappresentative e quindi le chiedo, come mai l’Italia è passata dal trionfo europeo al tonfo mondiale?

“Questo è un discorso molto complesso che parte da lontano. Ci eravamo illusi che il male della nostra nazionale avesse un nome e cioè quello di Ventura e ancor di più dopo la vittoria agli Europei.

Purtroppo la colpa è di ben altro tipo, in Italia ci sono più stranieri che italiani nelle nostre squadre e questo vale anche per i settori giovanili.

Tantissime squadre non puntano sui nostri giovani, ma preferiscono far crescere calciatori stranieri fin dalla categoria Giovanissimi.

Sia chiaro, io Carlo Sanchez non ho nulla contro i ragazzi stranieri ci mancherebbe, anzi, se sono forti che ben vengano, ma spesso si tende a mettere da parte il talento nostrano e questi risultati dell’Italia ne sono la conseguenza.

Purtroppo in Italia non si è al passo con i tempi, non ci sono veri progetti anche perchè da oltre 40 anni ai vertici del calcio si alternano sempre le stesse figure senza dare spazio a chi ha nuove idee per il movimento calcistico. Diciamocelo, nessuno vuole abbandonare le tanto comode poltrone del comando e quindi prevedo anni ancora bui per il nostro calcio”.

Ringraziando mister Carlo Sanchez per l’intervista gli auguriamo i migliori successi per il prossimo anno calcistico.

Fonte Foto: Carol Violante