Il miracolo di Guglielmo Tudisco col Pomigliano passato sotto traccia

Si parla tanto di un cambiamento del movimento calcistico italiano da stravolgere perchè non si investe sui giovani, non ci sono talenti nostrani da far crescere e tutto questo quando i risultati delle nostre varie Nazionali come quella maggiore e ultima l’Under 21, collezionano risultati sempre più deludenti.

Tanti esperti del settore sono pronti a parole nell’indicare quale dovrebbe essere la strada da seguire, quale il modello, ma poi quando c’è qualcosa di concreto sul quale poggiare le proprie idee ecco che si resta nel silenzio.

Un esempio a livello regionale campano è quello che riguarda l’allenatore Guglielmo Tudisco, il quale nella scorsa stagione ha portato alla salvezza il Pomigliano nel Girone A di Eccellenza battendo il Villa Literno nei play-out avendo a disposizione una rosa di quasi tutti ragazzini, facendo vincere tra l’altro alla società il primo premio per utilizzo e valorizzazione dei giovani, ma nessuno dei vertici della Lega regionale e addetti ai lavori ne ha parlato.

Il miracolo di Guglielmo Tudisco

Guglielmo Tudisco è diventato l’allenatore del Pomigliano il 28 febbraio scorso subentrando a Felice Rea. In quel momento la situazione societaria era molto complicata, perchè la dirigenza che aveva iniziato il campionato per disguidi con l’amministrazione comunale aveva deciso di lasciare e quindi anche molti calciatori avevano abbandonato Pomigliano.

Guglielmo Tudisco si è ritrovato con una rosa composta praticamente da quasi tutti giovanissimi più qualche uomo di esperienza che ha deciso di non abbandonare la nave che affondava, una situazione nella quale quasi nessun allenatore si sarebbe tuffato, ma non lui combattente vero che ama le sfide.

Nonostante la situazione di classifica deficitaria, il Pomigliano settimana dopo settimana è riuscito a restare a galla e raggiungere i play-out, che sono stati vinti 3-1 contro il Villa Literno.

Nella partita più importante della stagione Tudisco ha schierato la seguente formazione: Torino (2000), D’Aniello (2002), Barbato (2004), Sepe (2003), Rosolino (2003), Acampora (2002), De Marco (2003), Memoli (2002), Crisci (2002), Siciliano (1991), Rosi (2001).

Come si può notare una squadra formata da tantissimi Under che ha saputo conquistare la salvezza ed il merito oltre ai calciatori va dato sicuramente ad un allenatore, che nonostante anni di gavetta, di competenza al servizio di calciatori senza squadra, essendo al servizio dell’Equipe Campania da moltissimi anni, viene lasciato nel dimenticatoio.

Si vuole cambiare il calcio, dare spazio ai giovani, valorizzarli e tante altre bellissime parole, e allora perchè allenatori come Tudisco e non solo vengono lasciati per anni nell’oblio? Perchè non dare risalto al risultato ottenuto da questo tecnico con i giovani così come fatto dagli altri allenatori che hanno avuto il coraggio di puntare su ragazzini per raggiungere gli obiettivi prefissati?

Siamo tutti “Santoni” quando si tratta di parlare, ma quando arriva il momento di dare meriti si ritorna nell’ipocrisia che da sempre regna nel calcio, dalle istituzioni fino all’ultimo degli addetti ai lavori.

Da parte nostra ci sentiamo di dire: “Grazie Guglielmo Tudisco per aver fatto qualcosa di concreto per il movimento calcistico italiano”!