Termina addirittura 1-6 la terza sfida europea di Champions League che ha visto il Napoli sconfiggere senza appello l’Ajax all’Amsterdam Arena di Amsterdam, la “tana” dei lancieri. Napoli che riesce a mettere a referto una prestazione di livello assoluto con pochissime criticità e perfettibilità, fin dai primissimi minuti. La squadra titolare, con Meret tra i pali, difesa composta da Kim-Rrahmani, terzini Di Lorenzo-Oliveira, con il “solito” centrocampo formato da Anguissa-Lobotka con Zielinski,  e con il nuovamente proposto dal ‘1 Raspadori, Lozano-Kvaratskhelia attaccanti esterni.

Ajax Napoli 1-6: Azzurri stratosferici, lancieri annichiliti

Napoli che approccia subito bene la gara, con triangolazioni e verticalizzazioni difficili da prevedere per una squadra come l’Ajax che ha scelto a larghi tratti di controllare il talento georgiano del Napoli, “dimenticandosi” però di tutti gli altri o quasi.

Sono comunque i padroni di casa a trovare il vantaggio dopo 9′ sull’asse Bergwijn e Taylor, sul tiro di quest’ultimo deviato, i lancieri trovano il vantaggio, condizione che però non scuote i piani del Napoli che sfruttano appieno la capacità di Raspadori  di inserirsi e di far ripartire la manovra. Kvara cerca il pareggio con un tiro che esce di pochisimo, dopo 2 minuti, Olivera pennella un pallone che proprio Raspadori spedisce in avvitamento di testa in fondo al sacco.

Il Napoli soffre leggermente solo dal proprio lato destro, ma è proprio lì che arriva il vantaggio firmato Di Lorenzo, sugli sviluppi di un corner, poco dopo la mezz’ora è il capitano azzurro a staccare con efficacia trovando l’1-2.

L’Ajax la mette sul piano fisico, il Napoli non si scompone e allo scadere del primo tempo su un Uno due a centrocampo di prima tra Anguissa e Raspadori, Zielinski buca l’estremo difensore olandese per l’1-3.

Il secondo tempo ricomincia dove e come era finito il primo: dopo un minuto Pasveer sbaglia il passaggio servendo Anguissa (autore di un’altra prova monumentale) ed è nuovamente Raspadori a “non perdonare”, siglando il quarto gol che di fatto rende il proseguo della sfida poco più che una formalità.

Poco dopo l’ora di gioco Kvara viene più volte colpito ma riesce a “vendicarsi” siglando il 5° gol dopo una progressione, e c’è anche gloria per il subentrato Simeone che imbeccato da Raspadori, sigla il 6° gol, che significa 13 gol in 3 gare di Champions e solo due reti subite.

Il Napoli non è più una sorpresa, ma una assoluta certezza.

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