Fin da prima dell’arrivo del Covid, gli esseri umani sono particolarmente sensibili all’effetto potenzialmente negativo di ciò che mangiano, in quanto fa parte della nostra natura intrinseca, che è probabilmente collegabile al nostro retaggio.

Ancora oggi siamo spaventati dalle piante velenose, ed anche se in i vegetali sono sottoposti ad un controllo importante, intossicazioni ed avvelenamento non sono qualcosa di così remoto, come dimostrato dal recente caso di avvelenamento causa mandragora, registrata a Pozzuoli, comune vicino Napoli.

Mandragora pianta velenosa: venduta per spinaci, Pozzuoli

Stamane i Carabinieri della compagnia di Pozzuoli sono intervenuti all’ospedale Santa Maria Delle Grazie per rilevare che alcune persone sono state ricoverate per intossicazione alimentare.

Sono state registrate 10 persone che hanno mangiato quella che dovrebbe essere la pianta della mandragora, naturalmente velenosa, acquistata in negozi tra Quarto, Monte di Procida e Pozzuoli scambiata per spinaci o biete data la forte somiglianza con questi ultimi.

Delle persone ricoverate (che non appartengono allo stesso nucleo familiare) un uomo è in gravi condizioni ed è stato intubato.

Mandragora pianta velenosa: cosa comporta se si mangia, persone avvelenate

Gli effetti della mandragora conosciuta anche come mandragola, sono vari, e solitamente si manifestano a partire dalle 4 ore dall’assunzione, consistono in visione offuscata, secchezza della bocca, arrossamento della cute midriasi e tachicardia, in più della metà dei casi registrati in media sono rilevati stanchezza, vomito, difficoltà a urinare e malessere generico percepito e allucinazioni.

Trattandosi di vegetali acquistati regolarmente in negozio, le autorità hanno ordinato un controllo vero e proprio, ritirando dal mercato a scopo precauzionale prodotti che potrebbero essere riconducibili alla mandragora in molti fruttivendoli e market alimentari di Pozzuoli e Quarto, in provincia di Napoli.

I prodotti sotto indagine appartengono ad una coltivazione locale anche se le autorità escludono una correlazione con il mercato nero, ma potrebbe invece anche essersi trattato di un errore commesso all’inizio della filiera, al mercato all’ingrosso, visto che il prodotto è stato poi acquistato da diversi acquirenti.

L’allerta

Le indagini proseguono anche in altre zone della Campania per verificare se la mandragora sia stata distribuita anche altrove.

I casi nel frattempo stanno aumentando e l’Istituto di Sanità insieme ai Nas invitano a non acquistare al momento spinaci o biete fresche e a chi invece già li acquistati di buttarli, perchè il rischio di intossicazioni gravi da mandragora è altissimo.

Madragora