Il rapido aumento dei contagi dovuti al Coronavirus che ha ritrovato nuovi livelli di contagiosità sopratutto a causa della variante Omicron ha riportato la popolazione italiana a vivere delle situazioni non dissimili da quelle del 2020, fatte di chiusure, divieti, restrizioni e problemi legati ai contesti sociali.

Tra tutti questi, spicca ovviamente il problema delle scuole, con lo “spettro” della Dad, ossia della didattica a distanza per evitare nuovi contagi presso i giovani, ed esattamente come due anni fa la situazione crea uno scompenso che è diventato contrasto tra il governo centrale e le regioni.

Scuola presidi Dad: le regioni che non riapriranno lunedì

Dopo le feste natalizie, a causa del “ponte”del secondo weekend di gennaio 2022 il governo ha ufficializzato il ritorno tra i banchi per venerdì 7 o lunedì 10 gennaio, ma un livello di contagio più alto registrato prima delle feste tra gli studenti ha fatto desistere più di qualche governatore regionale come Vincenzo De Luca che ha deciso in maniera piuttosto chiara, di non riaprire le scuole il prossimo lunedì.  soprattutto per medie ed elementari, favorendo quindi nuovamente l’utilizzo della didattica a distanza, spesso considerata tuttavia poco efficace per l’insegnamento, oltre a creare una serie di problematiche più o meno incidenti sia per gli insegnanti che per gli studenti stessi.

Ciò ha giò comportato più di qualche attrito con il premier Mario Draghi che è pronto, almeno in teoria, ad impugnare l’ordinanza per forzare la mano ma anche altre regioni, pur non accodandosi alla decisione della Campania (come Zaia per il Veneto) hanno espresso perplessità in relazione alle riaperture.

Altre scuole chiuse

Anche diversi comuni come quelli della provincia di Lodi hanno deciso di non riaprime immediatamente ma di posticipare il rientro di alcuni giorni, proprio per non gravare in maniera eccessiva sugli istituto ospedalieri.

Non è escluso che altre regioni o specifiche località decidano di fare lo stesso.

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