Squid Game è una delle serie Netflix disponibili nel catalogo della piattaforma di streaming. Resa disponibile a metà settembre scorso, è diventata rapidamente la più vista di sempre della piattaforma battendo ogni record di visioni in streaming. La serie tv è vietata ai minori di 14 anni e la presenza di numerose scene particolarmente violente, associate alla messa in scena di giochi generalmente destinati ai bambini, l’ha messa al centro di polemiche in tutto il mondo. Scopriamo insieme se sono giustificate e cosa fare per evitare ogni tipo di rischio.

Squid Game: ispirazione e ambientazione

La storia di Squid Game è ambientata nella Corea del Sud contemporanea. Il protagonista principale è un uomo adulto che, per motivi legati alla propria condizione economica, vive ancora con la madre anziana che gli passa ancora denaro per svolgere piccole attività quotidiane. Ben presto si scoprirà che Gi-Hun è sommerso dai debiti e dedito al gioco, e anche quando le cose vanno bene, i suoi creditori e i pericoli ai quali è esposto finiscono per farlo ripiombare nella disperazione e nella necessità di ricorrere ad espedienti per arrivare a fine giornata.

Il rischio di perdere definitivamente il contatto con la figlia, affidata alla ex moglie in partenza per gli Stati Uniti, e l’aggravarsi delle condizioni di salute della madre, oltre ad un pericoloso contratto di rinuncia ai diritti fisici per il pagamento dei propri debiti, lo convincono ad iscriversi ad uno strano gioco in cui viene promesso un enorme premio in danaro in cambio di non precisate prestazioni fisiche. Ben presto Gi-Hun scoprirà di aver messo a repentaglio la propria vita.

Squid Game fonde le ambientazioni dei giochi ad eliminazione tipici dello spettacolo televisivo del lontano Oriente (è ancora vivo, per chi è nato tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, il ricordo di Mai Dire Banzai, trasmissione ironica della Gialappa’s Band basata proprio su di esse) con uno scenario ben più triste e macabro: l’essere esposti finanziariamente al punto da essere convinti che possa essere preferibile morire piuttosto che vivere. Sullo sfondo emerge anche la denuncia del traffico illegale di organi, che aggiunge un taglio ancor più macabro alla vicenda narrata, pur restando sullo sfondo.

Più genericamente Squid Game può essere inserita in un filone di serie tv e film chiamato “survival game” in cui i protagonisti partecipano a giochi pericolosi, nei quali mettono a repentaglio la propria vita. A questo filone appartengono anche un’altra serie tv disponibile ora su Netflix come Alice in Borderland, e ancora, per fare riferimento a prodotti cinematografici di produzione occidentale,  film come Guns Akimbo e le serie di Hunger Games e Maze Runner.

Squid Game: struttura e aspetto tecnico

La serie tv è articolata in nove episodi di circa un’ora minuti ciascuno, ad eccezione del penultimo che dura esattamente la metà. Il finale lascia aperta la porta per la produzione di una seconda stagione che, considerato il successo della prima, non dovrebbe essere in dubbio. Dell’aspetto tecnico emergono soprattutto due fattori sugli altri.

In primo luogo la colonna sonora, volta alternativamente a creare contrasto con quello che si vede oppure ad amplificare la sensazione di straniamento ed angoscia dello spettatore. In secondo luogo la fotografia che alterna una Corea cupa, buia e spesso piovosa ad un mondo, quello dove si svolgono i giochi, fatto di colori sgargianti e forme precise che definiscono ruoli dei personaggi e luoghi in cui si svolgono le attività. Impossibile non cogliere poi il riferimento alle scale di Escher nella sala che conduce i giocatori dal dormitorio alla stanza dei giochi.

Squid Game: violenza e divieto ai minori

Indubbiamente la serie è una delle più violente arrivate sui nostri schermi di recente, ma non lo è più di altri prodotti seriali a tematica differente. Il “problema”, se così lo si può definire, arriva dal contrasto generato dal fatto che i protagonisti perdano la vita nella riproduzione violenta di giochi universalmente concepiti e giocati da bambini. Un infante potrebbe non avere quindi la capacità di distinguere il senso del proprio gioco da quello mostrato sullo schermo, e considerati i pericoli derivati dall’accessibilità delle piattaforme ai più piccoli, occorre essere prudenti.

Dovrebbe bastare attivare il parental control e rendere inaccessibile il contenuto, anche se nei giorni scorsi la Polizia di Stato ha invitato i genitori ad estendere il confronto sulle tematiche della serie tv anche ai ragazzi minorenni, tra i 14 e i 18 anni di età, per evitare pericolosi slanci anche in quelle fasce di età. Per gli adulti, invece, il messaggio che emana dalla serie è molto più complesso del semplice “gioca: sopravvivi o muori” che viene utilizzato dalla stessa piattaforma accanto ai trailer di Squid Game. Le motivazioni che spingono i giocatori a partecipare sono infatti una base assolutamente non trascurabile nella valutazione del significato della serie tv.

Squid Game: giudizio finale

Squid Game è un pugno allo stomaco per la sua capacità di mettere in scena uno scenario del tutto verosimile, anche se paradossale e violento fino al parossismo, partendo da quelle che sono le enormi contraddizioni della nostra società contemporanea. Le dinamiche violente che si instaurano all’interno del gioco non sono forse una riproduzione coatta di quanto avviene quotidianamente al di fuori?

E perché se, per arrivare a guadagnare una cifra da brividi, giustifichiamo che questo avvenga nel nostro “libero” mondo, lo troviamo tanto più disdicevole se associato al gioco, in una dimensione coatta?
A sottolineare tutto questo l’evidente e angosciante interrogativo donato dalla possibilità che la maggioranza dei partecipanti possa interrompere il gioco, se lo vuole. Perché non accade dentro? Perché non accade fuori?

Squid Game: il trailer

Squid Game: dove vederla

Squid Game è una delle serie tv disponibili nel catalogo di Netflix. Si tratta di un’esclusiva e di un prodotto Netflix, e questo significa che non potrete poi trovarla su altre piattaforme di riproduzione in streaming come Prime Video, Disney+, Rakuten, etc. etc., così come non è annunciata la messa in onda su uno dei nostri canali del digitale terrestre. Bisogna quindi essere utenti Netflix per vederla.

 

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