Nuovo step, indubbiamente importante per tutti i dipendenti statali del nostro paese: qualsiasi dipendente che viene direttamente pagato dallo stato ha comunque un contratto regolare, solitamente della durata di più anni.

Recentemente l’esecutivo Draghi ha deciso finalmente di calcolare ed erogare le posizioni lavorative in merito ad aumenti ed arretrati per i dipendenti che fanno parte delle categorie delle  funzioni centrali, quindi quelli impiegati nei vari ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici, come l’Inps, l’Inail o il Cnel.

Contratto statali firmato: aumento e arretrati quando verranno pagati

Queste categorie percepiranno un aumento conseguente al rinnovo, con il conseguente “dispiegamento” di risorse economiche relative anche al pagamento degli arretrati, questi ultimi relativi al precedente contratto di durata triennale, coincidente con il periodo 2019-2021.

Gli aumenti sono calcolati in base all’inquadramento della figura professionale potrannoo lievitare tra i 63 euro al mese lordi a 117 euro lordi mensili, oltre alla corresponsione di 1.800 euro di arretrati per la copertura del periodo di vacanza contrattuale, che sono calcolati in una “forbice” da 1.300 euro a 2.600 euro lordi a seconda dei profili.

Nello specifico si parla di un incremento medio di circa 105

  • da 63 a 117 euro per i dipendenti delle funzioni centrali;
  • da 63 a 106 euro per i lavoratori del Cnel;
  • da 62,30 a 151,80 euro per i dipendenti pubblici dell’Enac, Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo
  • da 63 a 194,46 euro, invece, spettano ai lavoratori dell’Agid, l’Agenzia per l’Italia digitale

Questi saranno percepiti con tutta probabilità con la busta paga di giugno, ma dati i tempi ristretti, potrebbero richiedere un tempo leggermente più lungo.

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