Le problematiche legate al contesto energetico che l’Unione Europea sta per forza di cose affrontando con il nuovo/vecchio assetto politico e sociale che è andato formandosi nel corso del 2022 rappresentano qualcosa di estremamente urgente considerato anche il fattore tempo, in quanto autunno ed inverno costituiscono per forza di cose fonte di preoccupazione in tal senso.

L’UE a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina ha deciso per “slegarsi” dalla Russia come cliente di gas e petrolio, anche se questo processo in realtà rappresenta un aspetto che era stato già vagliato dall’Unione in tempi non sospetti ma che è divenuta più urgente in questo 2022.

Taglio obbligatorio corrente elettrica: le idee dell’Unione Europea

Dopo le agevolazioni avallate dai singoli governi europei, l’Ue si prepara ad affrontare i mesi invernali con diverse soluzioni, e tra questi spicca il taglio obbligatorio della corrente elettrica.

L’intero progetto è ovviamente portato a ridurre la domanda di energia da parte dei cittadini ma anche di imprese, e comprende anche tasse extra per le multinazionali che si occupano della raffinazione di gas naturale e petrolio per sviluppare gas ed elettricità, ma tra questi anche un vero e propri limite legato ad una soglia da far rispettare dal punto di vista dei consumi per i privati.

L’Ue individuerà una cifra mensile di riduzione del consumo di corrente, anche se la percentuale non è stata ancora definita (dovrebbe attestarsi tra il 5 % ed il 10 %).

Come evidenziato nella bozza proposta sarà compito dei governi nazionali decidere in quali ore mettere in atto il taglio dell’elettricità, in quello che è un vero e proprio razionamento reso necessario dalla situazione.

Il “taglio” della corrente, sempre secondo la bozza dovrebbe configurarsi in “in 3-4 ore per giorno lavorativo in media, che normalmente corrispondono alle ore di picco dei consumi”, ma l’UE concederà ai singoli paesi abbastanza libertà in tal senso, così da decidere in maniera semi autonoma come gestire il tutto.

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