Gli ultimi due anni sono stati contraddistinti da numerosi bonus ed agevolazioni, sia per i lavoratori che per specifiche categorie di cittadini, sopratutto a causa del Coronavirus, problematica che ha condizionato in maniera generica l’intera popolazione con specifiche criticità.

Il governo Conte II ed in seguito quello Draghi si sono adoperati allo sviluppo di bonus sia correlati alla pandemia che slegati dalla situazione epidemiologica, come il Bonus 100 euro in Busta Paga, già attuato negli anni scorsi, che è stato ufficialmente prorogato fino ad oggi.

Bonus 100 euro in busta paga: come funziona, chi può averlo

Il Bonus 100 euro in busta paga, conosciuto in passato come il Bonus Renzi o Bonus 80 euro, fino al 31 dicembre 2021 spettava di diritto a qualsiasi forma di dipendente, pubblico o privato, che deteneva uno stipendio annuo tra i 8145 euro e gli 28mila euro, mentre per gli stipendi da 28mila fino a 40mila questi sono erogati in forma ridotta fino a 0.

Dal 1° gennaio 2022 il bonus è stato modificato ed il bonus viene riconosciuto solo per redditi fino a 15mila euro.

Per qualsiasi limite superiore a 15mila euro annui fino a 28mila non è più previsto il bonus salvo una specifica condizione, ossia se la somma di tutte le detrazioni spettanti è superiore dell’imposta lorda dovuta.

Bisogna considerare tutte le detrazioni del lavoro dipendente, quelle figli e coniuge a carico, di interessi passivi del mutuo, spese sanitarie, interventi di recupero del patrimonio edilizio e tutte quelle che si inseriscono nella dichiarazione dei redditi per spese ed oneri sostenuti.

I titolari del bonus 100 euro continueranno a riceverlo in automatico assieme alla busta paga, nella misura completa o ridotta.

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