Nuovo possibile disastro ambientale in vista: a largo della Tunisia la nave mercantile Xelo, battente bandiera della Guinea Equatoriale, situata da diversi giorni a 7 km dalle coste del golfo di Gabès, sta affondando. L’equipaggio è stato evacuato dopo che le condizioni relative all’imbarcazione non lasciavano presagire niente di positivo: la petroliera danneggiata dalla recente condizione di maltempo perpetuata lungo tutto il mediterraneo, proveniente dal porto egiziano di Damietta e diretta a Malta, aveva chiesto di poter entrare nelle acque territoriali tunisine.

Petroliera affonda in Tunisia: quanto carburante ha perso, disastro ambientale

Dopo alcuni vani tentativi di salvare l’imbarcazione, l’acqua del mare ha allagato la sala macchine della nave fino a un’altezza di due metri. Le autorità tunisine hanno avviato una collaborazione con la comunità internazionale dell’ambiente per scongirurare quello che sarebbe un vero e proprio disastro ambientale.

La fuoriuscita di greggio dalle petroliere inevitabilmente compromette l’intero ecosistema marino (e non solo) per migliaia di chilometri. Il ministero dell’ambiente tunisino ha confermato, anche attraverso i propri canali social di aver attivato il piano nazionale di emergenza in coordinamento con tutti gli altri ministri.

A rischio infatti la fuoriuscita di 750 tonnellate di carburante, ossia l’intera quantità trasportata dall’imbarcazione.

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