Il diabete è indiscutibilmente uno dei problemi del nostro tempo, anche se la malattia è stata diagnosticata per la prima volta fin da tempi antichissimi.

Identifica una forma di malattia cronica, inquadrabile nel gruppo delle patologie note come diabete mellito, caratterizzata da un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue, di cui la più diffusa è quella di tipo 2, di forma autoimmune nonchè la più conosciuta tra gli adulti.

Il cibo è uno dei fattori da tenere sempre d’occhio, e le noci spesso, come tutta la frutta secca, risulta essere tra le forme di prodotti alimentari di maggior “peso” per il diabete.

Quante noci può mangiare chi ha il diabete? La risposta degli esperti

Rispetto ad altre forme di cibo infatti le noci sono tendenzialmente “benefiche”, se assunte nelle giuste quantità a causa del contenuto presente all’interno di quelle che sono effettivamente dei semi commestibili.

L’apporto di carboidrati è limitato nonchè a basso contenuto di zucchero e sono naturalmente ricche e di fibre, oltre a fornire un contenuto piuttosto basso di indice glicemico, che è una delle principali problematiche da tenere sotto controllo per chi soffre di questa malattia.

Le noci aiutano quindi l’organismo a gestire l’indice glicemico ed allo stesso tempo sono piuttosto nutrienti, dotate di grassi “buoni” e quindi naturalmente gestibli dall’organismo.

Il “limite” è definito in particolar modo dall’apporto calorico che è importante, quindi una persona con il diabete non dovrebbe eccedere oltre le  6-7 noci a settimana, facendo ovviamente ricorso a noci “grezze”, non tostate o salate.

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