Da cibo praticamente sconosciuto, a sostanza di pregio, fino a diventare uno dei prodotti gastronomici che mettono d’accordo un po’ tutti, il cioccolato è uno dei prodotti alimentari più apprezzati in senso assoluto, diffuso nella più comune forma “solida”, ad esempio tavolette, cioccolatini e forme più disparate, ma anche come bevanda calda.

E’ anche un ingrediente fondamentale per la pasticceria. La “scoperta” europea del cioccolato è legata alla scoperta del continente americano, in quanto sotto forma “grezza” il cacao era già conosciuto presso le popolazioni mesoamericane.

Oggi il cioccolato “moderno” è per forza di cose molto differente da quello del passato, adattato ad un contesto industriale.

Cosa succede se il cioccolato diventa bianco?

Se il cioccolato diventa bianco si può mangiare? Incredibile quello che dice la scienza

La produzione di quello alimentare è determinata da una serie di fattori come le scadenze temporali ma anche legate alla conservazione.

La comune barretta di cioccolato infatti dovrebbe essere conservata in un luogo asciutto e fresco, lontano da fonti di sbalzi di temperatura, ad esempio è sconsigliabile conservarlo in frigorifero.

In breve tempo può diventare bianco a causa di una reazione chimica, che scaturisce proprio in una patina che può essere causata dallo sbalzo termico dovuto a due fattori: l’ affioramento del burro di cacao o di quello dello zucchero.

La condensa causa l’irrigidimento ed il congelamento del burro di cacao o dello zucchero presente in superficie.

Tuttavia non c’è alcuna differenza dal punto di vista salutare, il cioccolato, in particolar modo quello non farcito, non presenta una vera e propria scadenza e può essere tranquillamente consumato anche con la “patina” di bianco, sicuramente un po’ antiestetica ma che non pregiudica assolutamente gli effetti sul corpo.

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