Dopo la convincente vittoria in quel di Verona, preceduta da uno striscione realizzato che ha occupato per ovvi motivi i titoli dei giornali sportivi, il Napoli era atteso da una grande cornice di pubblico al Maradona. 

Napoli Udinese 2-1: Osimhen (ancora) uomo della provvidenza

Pubblico che non ha sicuramente gradito una prima parte di gara dove gli azzurri hanno “toccato con mano” la buona forma in termini di fiducia e capacità fisiche/tattico della compagine friulana, che arrivava da diversi risultati utili consecutivi, dopo aver fermato sul pari squadre come Milan, Lazio e Roma.

La grande fisicità del team bianconero, sommato ad una densità sopratutto a centrocampo, hanno mandato “in bambola” la mediana azzurra, non permettendo il naturale sbocco della manovra: tra i meno a fuoco Fabian,  mai stato in grado di fornire un adeguata protezione al dirimpettaio Lobotka, autore di un’altra prova di grande livello.

Decisamente meritato il gol di Deulofeu nel primo tempo, con addirittura uno Ospina costretto a più di qualche parata, hanno gettato nuovamente ombre e sfiducia tra i tifosi, forse già rassegnati ad un’altra debacle interna dopo quella subita con il Milan, ma anche contro compagini decisamente all’altezza come Spezia ed Empoli.

Tuttavia come nelle ultime uscite è il numero 9 che decide di prendersi la squadra sulle spalle, come fatto a Cagliari, evitando la sconfitta, e con la doppietta decisiva a Verona.

Spalletti intuisce le difficoltà di Fabian ed inserisce “Ciro” Mertens all’intervallo, col senno di poi assolutamente fondamentale per l’economia del gioco offensivo del Napoli, dettando i tempi e fornendo supporto in campo ma anche nelle vesti di “consigliere” sul rettangolo verde.

Come nelle ultime uscite il nigeriano è una forza della natura e “stacca” la maggior parte del gioco fraseggiato degli azzurri con una personalità e fisicità straripante, segno che quell’impeto che talvolta gli è costato l’incolumità si sta rivelando un elemento assolutamente fondamentale.

Le difficoltà del Napoli a contrastare formazioni particolarmente fisiche e ben organizzate, sopratutto in casa, risulta evidente ma non rappresenta una novità.

L’ex Lille salterà l’importante gara di Bergamo contro l’Atalanta a causa di una squalifica a seguito di un giallo piuttosto discutibile, e Spalletti dovrà inventarsi nuovamente un modulo senza il nigeriano.

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