La storia del gettone telefonico è indubbiamente interessante dal punto di vista storico ma anche “tecnologico”, in quanto è una delle più evidenti dimostrazioni dell’impatto tecnologico nella vita di tutti i giorni.

Se oggi risulta da tempo un oggetto praticamente inutile vista la contemporanea scomparsa dei telefoni pubblici, fino a non troppi anni fa rappresentavano un tipo di oggettistica assolutamente indispensabile per poter effettuare chiamate al di fuori del contesto casa/ufficio.

La diffusione del gettone è arrivata in corrispondenza con il boom economico italiano, avendo trovato la sua forma definitiva a partire dal 1959. I gettoni realizzati precedentemente infatti erano legati a differenti zone del paese, ed avevano una foggia differente da zona a zona.

A partire dal ’59 invece ha trovato un aspetto riconoscibile con le famose scalanature e 4 cifre che riportano anno e mese di coniatura.

Se hai un gettone 7805 sei fortunato: ecco il suo valore attuale

Questa tipologia di gettone è stata realizzata ininterrottamente dal 1959 fino al 1980, per poi essere sostituiti dalle schede telefoniche prima e dai cellulari poi.

Essendo paragonabili a delle “monete” (pur non avendo valore facciale), sono estremamente collezionabili ma rispetto alle monete sono tendenzialmente più difficili da trovare in eccellenti condizioni.

Un gettone che riporta il “codice” 7805 indica che è stato prodotto nel 1978, nel mese di maggio (il numero 5). In quell’anno 3 aziende adibite hanno provveduto alla loro realizzazione: il più interessante e raro dal punto di vista collezionistico è quello che reca il “simbolo” UT (Urmet Costruzioni).

Un esemplare particolarmente ben conservato può valere fino a 10 euro, mentre il valore “cala” fino a 2-3 euro se presenta segni di usura.

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