Il 2022 ha costituito una forma di “continuazione” per quanto riguarda il ricco e decisamente “affollato” contesto dei vari bonus.

Queste forme generiche di agevolazioni hanno raggiunto un apice di diffusione importante a partire dal 2020, non casualmente anno della pandemia, ed in senso assoluto l’esecutivo Conte II è considerabile quello che ha fatto più ricorso a questa tipologia di strumenti.

Anche l’attuale ed oramai dimissionario governo Draghi ha sviluppato o confermato diversi bonus, ma ha deciso anche di svilupparne ex novo come il nuovo Bonus 150 euro.

Nuovo Bonus 150 euro: a chi spetta, quando viene erogato, cosa bisogna sapere

Il bonus 150 euro è sostanzialmente una forma rinnovata di una formula già adottata per il famoso bonus 200 euro, stavolta parte del Decreto Aiuti Ter per venire incontro alle esigenze economiche delle classi medio-basse, soprattutto per fronteggiare il caro vita, causato in particolar modo da inflazione e problematiche legate alle bollette sempre più care.

Sostanzialmente la misura e la forma è la stessa, si tratta di un bonus in denaro dall’importo da 150 euro erogato una tantum che non costituisce reddito ai fini fiscali; non è cedibile, né sequestrabile, né pignorabile e non costituisce reddito né ai fini fiscali, né ai fini della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali.

Lo otterranno tutte le forme di lavoratori dipendenti, pensionati in maniera “automatica” sulla busta paga/pensione di novembre 2022 coloro che hanno una retribuzione imponibile nella competenza di novembre non superiore a 1.538 euro che corrispondono per i pensionati ad un reddito annuo non superiore a 20.000 euro.

E’ dovuto anche ai lavoratori intermittenti e stagionali, lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo che hanno svolto prestazioni per almeno 50 giornate, così come anche per i disoccupati che hanno ricevuto prestazioni prestazioni di NASpI, DIS-COLL e disoccupazione agricola a novembre 2022.

In generale, come già avvenuto per il bonus 200 euro per tutte le altre categorie di lavoratori, come gli autonomi, bisognerà effettuare una domanda sul portale dell’INPS.

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