L’estate è indiscutibilmente legata a tantissimi oggetti e concetti che fanno immediatamente pensare alla “bella stagione” anche solo pronunciandone i nomi.

L’anguria risulta essere, assieme al caldo, ed alle vacanze indiscubilmente qualcosa di associabile all’estate, sia perchè ha bisogno di temperature calde per maturare a sufficienza ma anche per il contenuto di acqua che è pari al 90 % del peso del frutto totale, risultando quindi perfetto da mangiare ed idratarsi nello stesso momento.

L’anguria è indiscubilmente riconoscibile per il frutto stesso, che cresce da una pianta dotata di fusto rampicante, che nelle giuste condizioni, nei periodi che vanno da maggio fino a settembre, produce questi frutti.

Se l’anguria piace praticamente a tutti, alcuni evitano di consumarla per la fastidiosa presenza dei caratteristici semi neri che sono presenti in maniera più o meno importante direttamente nella polpa.

Da diversi anni esiste una versione che ne è sprovvista, e viene chiamata per l’appunto anguria senza semi.

Cos’è un anguria senza semi?

Sul web in particolare si discute qualsiasi forma di “anomalia” estetica che può effettivamente far pensare ad una manipolazione genetica atta a sviluppare frutti più semplici da mangiare, con chissà quale procedimento strano.

In realtà l’anguria senza semi viene sviluppata e raccolta attraverso un processo di incroci di varie angurie, quindi una forma di “manipolazione” ma non creata in laboratorio oppure tramite OGM e simili.

L’anguria senza semi fa male? Incredibile quello che pochi sanno

Questa forma di anguria viene definita anche mulo del regno vegetale, in quanto esattamente come l’incrocio animale, questa anguria evidenzia la sterilità della pianta, processo che viene causato dalla presenza di cromosomi che è doppio rispetto all’anguria “tradizionale” , attraverso la colchicina chimica.

Normalmente infatti l’anguria “normale” presenta un corredo cromosomico di tipo diploide ma con l’aumento di cromosomi diventa tetraploide (quattro coppie di cromosomi).

Mediante l’incrocio di un’anguria tetraploide creata in laboratorio e un’anguria diploide si ottiene una pianta triploide che dà vita ad angurie senza semi.

Quindi quello che mangiamo non è “dannosa” o “realizzata artificialmente” ma si tratta di un ibrido.

anguria senza semi

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