La crisi energetica, resa ancora più evidente dalla situazione a dir poco tesa tra Russia ed Ucraina non fa altro che rendere sempre più tesi anche i rapporti commerciali tra i paesi fornitori ed i principali utilizzatori. Il malcontento che ne è conseguito si è sviluppato non solo presso i consumatori ma viene denunciata anche dai fornitori stessi.

A far lievitare il prezzo dei carburanti sono infatti vari fattori, come la maggior richiesta dopo quasi due anni di limitazioni causa pandemia, ma anche le già citate difficoltà portate dalla politica, e da tutta una serie di intermediari e di fattori più o meno incidenti.

Sciopero benzinai: questa la data della chiusura nazionale

Avevamo già evidenziato le dinamiche che portano all’aumento dei prezzi del carburante, ma stavolta la faccenda sembra essere più seria, al punto che i sindacati di Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio hanno ufficialmente protestato contro l’attuazione del Piano di ristrutturazione delle rete di aree di servizio che sono presenti sulle autostrade del nostro paese.

Secondo i sindacati l’eccessiva pressione delle società hanno causato un servizio non adeguato a fronte di costi (principalmente i diritti estremamente elevati che risultano a tratti impossibili da sostenere anche con aumenti sempre più sensibili. Rispetto all’ultimo decennio, i sindacati hanno fatto notare un calo delle vendite, e con la crisi energetica che non sembra trovare sbocchi di risoluzione, la situazione non appare affatto rosea. Ecco perchè è pronto un vero e proprio sciopero che potrebbe trovare attuazione molto presto.

Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Anisa Confcommercio hanno ufficialmente chiesto allo stato un nuovo piano regolatore per limare i costi, altrimenti ha già iniziato a farsi largo l’ipotesi sciopero: sebbene non confermato, si vocifera che i sindacati potrebbero ordinare un vero e proprio sciopero generale il giorno 28 febbraio 2022, proprio per protestare in merito a questo “malessere” vero e proprio.

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