Il termine Bancomat è uno dei più utilizzati per identificare la moneta elettronica in tutte le sue forme, a partire dal comune prelievo di contanti attraverso gli ATM adibiti, fino al pagamento tramite il collegamento POS-carta di pagamento.

Trattandosi di una delle prime forme di circuito di pagamento telematico, la parola Bancomat, continua ad avere questa funzione.

La società per azioni omonima, che mette a disposizione sia il circuito ma anche le strutture, ha iniziato a “farsi i conti in tasca”, e con la graduale ma costante dismissione degli ATM delle banche, ha deciso di fare una richiesta ufficiale all’Antitrust per una richiesta che potrebbe cambiare il “rapporto” verso questo diffuso strumento.

Allerta Bancomat in tutta Italia: incredibile ecco cosa sta accadendo

Ciò che preoccupa maggiormente Bancomat in quanto società è proprio il costo di gestione legato ai prelievi: siamo a conoscenza da anni del costo di commissione che si applica quando un titolare preleva attraverso uno sportello che non appartiene al proprio istituto di credito: attraverso lo schermo dello sportello viene visualizzata l’eventualità della commissione di pagamento che si applica alla banca, attualmente “fissata” a 49 centesimi di euro, chiamata commissione interbancaria.

Secondo i dirigenti di Bancomat SpA questa non è più sufficiente dal punto di vista economico, e la già citata commissione interbancaria risulta obsoleta.

La richiesta di Bancomat è quella di abrogare quest’ultima in favore di una flessibile, decisa dalle singole banche.

Entro una settimaana l’Antitrust, l’ente che ha ricevuto la richiesta, evidenzierà la propria decisione: in caso di parere positivo, la commissione flessibile potrebbe tuttavia svantaggiare le banche, sopratutto quelle che operano interamente online, che fanno uso di commissioni gratuite, a favore invece di quelle più ricche.

La decisione non è stata ancora presa ma è già stata criticata da più parti anche perchè potrebbe provocare un “rialzo” delle commissioni fino a 1,5 euro.

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