Con l’arrivo della bella stagione è inevitabile rispolverare i condizionatori ed i climatizzatori in praticamente ogni contesto abitativo/di ufficio.

Soprattutto in città dove le temperature tendono al torrido con estrema facilità poter avere accesso a questi strumenti a larghi tratti indispensabili.

Abbiamo già osservato le nuove regolamentazioni del governo per limitare o quantomeno regolarizzare il consumo spropositato di energia elettrica, vista la crisi energetica, acuita dalla guerra in Ucraina.

Anche l’aria condizionata dell’automobile, anche se può sembrare strano, viene regolarizzata da una multa molto specifica.

Aria condizionata vietata in auto: ecco la multa che si rischia

Non si tratta di una normativa recentissima (la prima versione risale al 2007, ed è stata successivamente “ritoccata”), ma è indubbiamente una delle più alte rispetto al resto d’Europa: questa norma infatti ha effetto in tutti i paesi europei, che singolarmente scelgono gli importi relativi.

Infatti la regola riportata dal comma 7 bis dell’articolo 157 stabilisce che “è vietato tenere il motore acceso durante la sosta del veicolo per mantenere in funzione l’impianto di condizionamento d’aria all’interno dell’auto”. Sostanzialmente, risulta essere vietato lasciare acceso l’impianto di climatizzazione quando si è fermi da qualche parte.

Com’è noto l’impianto di climatizzazione presente nelle automobili consuma una parte dell’energia prodotta dal veicolo che quando questo impianto è attivo, è “costretto” a consumare di più.

Anche se la normativa è stata finora poco applicata nel nostro paese, con i “paletti” oramai presenti per qualsiasi tipo di elettrodomestico che consuma quantità importanti di energia elettrica.

Le multe in Italia risultano comunque tra le più alte come somma, visto che le contravvenzioni si aggirano tra i 223 a 444 euro di multa. Quindi meglio fare attenzione a tenere accesa l’aria condizionata in auto quando si è in sosta.

aria condizionata