Bere acqua alla Giapponese: quante volte vi siete trovati di fronte a questa espressione? Qualcuno vi ha consigliato di farlo, o di seguire questa specifica dieta?
Bere tanta acqua – almeno due litri al giorno – è uno dei consigli di benessere principali: lo consigliano tutti i medici e in modo generalizzato. Questo perché il ricambio dei liquidi all’interno del nostro corpo è fondamentale per una serie di motivi: aiuta la digestione, aiuta a tenere bassi una serie di valori importanti come la glicemia (la quantità di zuccheri nel sangue) e facilita le funzioni principali del nostro organismo. In quest’articolo ti spieghiamo cosa significhi “bere acqua alla giapponese”.

Bere acqua alla giapponese: cosa significa?

Questa locuzione indica una serie di accortenze e di abitudini nel bere, approvata dalla Japan Medical Association, che possono influire positivamente sul nostro organismo. La caratteristica principale che ricorre nelle abitudini di questa sorta di “dieta” dell’acqua, è quella di bere a stomaco vuoto e prima dei pasti, spuntini inclusi.

Bisognerebbe iniziare dal mattino, appena svegli, con quattro bicchieri d’acqua tiepida, sorseggiati e bevuti ad una certa distanza – breve, ma non minima – l’uno dall’altro. In seguito aspettare almeno 45 minuti prima di iniziare a fare colazione, e poi non bere acqua per un paio d’ore dopo i pasti della giornata. La stessa quantità di acqua – quattro bicchieri – andrebbe bevuta prima di pranzo e cena, mentre basta un solo bicchiere prima degli spuntini, due se si tratta di uno snack maggiormente calorico.

Anche la pulizia dell’acqua che si beve è importante: non devono esserci tracce di fluoro né di calcare. È quindi consigliato l’utilizzo di acqua depurata con caraffe filtranti oppure l’acqua minerale imbottigliata.

Bere acqua alla giapponese: quali sono i benefici?

I benefici sono diversi. Il primo è quello di diminuire notevolmente la ritenzione idrica del nostro corpo. Il secondo, invece, è quello di aiutare il dimagrimento andando a “soffocare” la sensazione di fame tra un pasto e l’altro grazie all’utilizzo dei liquidi. L’ingestione dell’acqua favorisce le funzioni digestive e, contrastando la peristalsi intestinale, previene il gonfiore addominale.

Bere acqua alla giapponese: ci sono controindicazioni?

Com’è facile immaginare, non ci sono grosse controindicazioni per provare ad intraprendere questa pratica di utilizzo dell’acqua per facilitare la diminuzione del peso e il benessere. Si tratta principalmente di una distribuzione differente dei 2 litri di acqua al giorno minimi consigliati da ciascun medico, e per altro approvata da un’associazione importante come la Japan Medical Association.

Tuttavia, come sempre in questi casi, è bene consultare un medico prima di iniziare qualora soffriste di qualche malattia per la quale la gestione dei liquidi possa essere basilare, come nei casi di patologie gastro-intestinali, o alle vie urinarie, o ancora in caso di artrite.

Potrebbero presentarsi alcuni leggeri sintomi legati all’aumento della quantità di acqua ingerita o al cambio delle abitudini alimentari legate ai liquidi, qualora decideste di iniziare a bere acqua alla giapponese. Parliamo soprattutto di sudorazione, vertigini, alito cattivo e, in alcuni casi, prurito. Dovrebbero essere le conseguenze della disintossicazione in atto: in ogni caso non sottovalutate l’eventuale insorgenza di questi sintomi e consultate un medico.