Al pari dell’anoressia, con il termine bulimia si è soliti identificare uno dei principali disturbi legati fortemente all’alimentazione, che negli ultimi decenni ha condizionato una percentuale non indifferente di persone, prevalentemente di sesso femminile. Con il termine generico in realtà si identifica un disturbo che si manifesta con una voracità patologica, che può essere causata da svariate malattie.

Bulimia: cos’è, significato

La terminologia arriva dal greco antico e di fatto significa “fame da bue”. La variante più diffusa e conosciuta è la bulimia nervosa, che al pari dell’ anoressia analoga, è un disturbo psicologico che sfocia nel comportamento alimentare che vede il soggetto ingerire in modo compulsivo enormi quantità di cibo in specifici lassi di tempo, arrivando ad assimilare fino a 20mila calorie per singolo pasto. Cioè dovuto ad uno stato di insoddisfazione o comunque di instabilità relativa al proprio peso, ecco perchè chi ne è affetto si autoinduce il vomito forzato, oppure dopo le “abbuffate” è pronto a stare interi giorni senza mangiare, questi atti servono per rimuovere il “senso di colpa” successivo all’apporto di cibo. Oltre al vomito autoindotto possono palesarsi altri comportamenti come l’assunzione di lassativi e diuretici, oppure l’esercizio fisico a ritmo serrato.

Generalmente appare più difficile da diagnosticare perchè a differenza dell’anoressia, è raro riscontrare una persona affetta da bulimia che appare sottopeso.

Sintomi e conseguenze

Come per l’anoressia la bulimia si manifesta sopratutto in giovane età, iniziando dall’adolescenza, con dei “picchi” intorno ai 18-19 anni. Generalmente il contesto, così come il fattore genetico incide in maniera importante e si concretizza in un senso di insoddisfazione, provocato da un rapporto già non ottimale con il cibo, unito ad una scarsa autostima. Chi ha difficoltà a gestire lo stress o vive situazioni problematiche ha maggiore tendenza a sviluppare questo disturbo.

Tra le conseguenze tangibili sono presenti: indebolimento e caduta di capelli, alitosi, perdita dello smalto dentale, problemi sessuali, secchezza della pelle e problemi intestinali.

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