Reddito di cittadinanza: ecco chi lo perderà e chi lo conserverà

La “manovra” del governo Meloni, rappresenta il primo step realmente importante in quanto questo “movimento” anticipa gran parte delle decisioni che il governo guidato da una coalizione di centro-destra intende inserire nella prossima legge di Bilancio, in pratica la lista delle spese in preventivo per l’anno successivo, e tra le numerose modifiche per forza di cose quelle inerenti al Reddito di Cittadinanza, da sempre criticato sia dall’attuale Premier ma anche dai partiti che oggi compongono la coalizione.

Reddito di cittadinanza: ecco chi lo perderà e chi lo conserverà

Il Reddito di Cittadinanza non sarà abolito in modo definitivo e “per tutti”, ma è stato citato il concetto di occupabilità. Il governo infatti intende mantenere questa forma di supporto andando a migliorare, almeno nelle intenzioni iniziali, l’integrazione del mondo del lavoro, da sempre un problema mai risolto.

Da forma di sostegno temporaneo finalizzato all’entrata nel mondo del lavoro quindi il Reddito di Cittadinanza diventa una misura momentanea.

L’attuale sistema consente di poter fruire del sostegno praticamente all’infinito anche agli “occupabili”. Gli attuali percettori potranno continuare a percepirlo fino ad agosto del 2023, dopodichè alla prima offerta di lavoro rifiutata il reddito di cittadinanza sarà tolto. Questo riguarderà la fascia degli occupabili cioè coloro compresi tra i 18 e 59 anni.

Inoltre dal 1° gennaio 2023 i percettori “occupabili” dovranno partecipare a dei corsi formativi della durata di 6 mesi. Chi non parteciperà ai corsi di formazione perderà il sussidio.

Nulla cambierà invece per i percettori non occupabili che riguarda nuclei familiari dove c’è un minore, un anziano over 60, un disabile o ancora una donna in gravidanza. A loro il Reddito di cittadinanza sarà corrisposto fino al 31 dicembre 2023.

Tra le ultime dichiarazioni in merito al Reddito di Cittadinanza, questo sarà effettivamente non più fatto percepire a tutti coloro che non hanno portato a  termine l’obbligo scolastico se non completino il percorso scolastico.

L’idea è di sostituire entro il 2024 questa forma di misura di assistenza con un’altra.

Reddito di cittadinanza