Il conflitto iniziato dalla Russia, che nella notte tra il 23 ed il 24 febbraio ha invaso l’Ucraina ha inevitabilmente avuto un’impatto decisamente importanate sulle economie, ed in particolare sulla valutazione delle risorse.

Come ogni condizione di crisi, sopratutto di tale portata, ha un effetto negativo sui mercati relativi alle forniture energetiche, quindi petrolio e gas, tra l’altro uno dei temi più “caldi” negli ultimi mesi, che avevano già creato numerose problematiche in merito ai rincari delle bollette, causati anche dalle scelte della federazione russa, uno dei principali fornitori di gas naturale in Europa.

Guerra in Ucraina, subito aumenti per gas, petrolio e oro: ecco di quanto

A poche ore dall’attacco russo, l’oro, considerato ancora oggi uno dei principali beni, ha subito un nuovo picco pari a 1.957 dollari l’oncia per poi chiudere a 1927 dollari statunitensi l’oncia, unità di misura che corrisponde approssimativamente a 31.103 grammi.

Le valutazioni sono influenzate, sopratutto in questo caso, dalle sanzioni che il resto delle potenze occidentali ha deciso (in realtà già da molto tempo) di aumentare nei confronti della Russia. Un barile di petrolio questa mattina (ora italiana) ha avuto un picco decisamente notevole, arrivando a superare i 105 dollari, per poi subire un lieve calo ed ora è valutato poco di più di 100 dollari.

Ancora più sostanzioso l’incremento del gas naturale, che è aumentato del 50 % dopo la decisione da parte della Germania di sospendere la fornitura di gas russo sul tragitto Nord Stream 2: in mattinata la valutazione ha raggiunto la quotazione di 130 euro al megawattora.

Insomma, come tutti i conflitti viene combattuto sopratutto (purtroppo) sulle vite di innocenti, ma anche al di fuori del contesto puramente “umano”: anche quello attuale, che ha stupito per modalità e rapidità, è anche un conflitto che è fortemente basato sulle risore. L’Ucraina è anche un importantissimo fornitore di grano, al punto che ai tempi dell’Unione Sovietica era soprannominata anche “il granaio d’Europa”.

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