Pagamento gas in rubli, questa è l’ultima mossa studiata da Putin per rivalutare la moneta russa dopo le forti sanzioni decretate dall’Occidente.

Pagamento gas in rubli: cosa significa

Dietro la mossa di Putin del pagamento gas in rubli c’è una strategia ben precisa, perchè chi compra dall’Occidente sarà costretto a convertire la propria moneta in quella russa e questo significa dare nuova linfa alla banca centrale dello Zar e agli istituti di credito russi.

Questa decisione servirà per aggirare le forti sanzioni che l’Occidente sta applicando alla Russia e già molti stati stanno storcendo il naso, perchè in questo modo Putin potrebbe salvarsi dal sempre più probabile default della propria economia.

Avendo la Russia tutti i pagamenti in dollari bloccati impone il pagamento gas in rubli così da poter pagare con la propria moneta anche nei paesi che hanno emesso le sanzioni.

Questo è già accaduto giorni fa quando la Banca Russa è riuscita a pagare una cedola in scadenza proprio con la moneta di casa.

Andata a buon fine questa transazione Putin ha deciso che più rubli entrano e più può muoversi verso i paesi “nemici” rafforzando la propria economia nonostante le sanzioni.

L’idea di Putin è molto simile a quella che decise di fare l’Iran pochi anni fa col suo petrolio, pretendendo il pagamento  in euro anziché dollari e a quella cinese fatta ai sauditi di pagare il petrolio in yuan.

Le clausole contrattuali

La decisioni di Putin può comunque essere impugnata, perchè sul contratto di acquisto del gas è presente anche la valuta di pagamento, che viene scelta al momento della firma per l’approvvigionamento proprio per non permettere di cambiarla in futuro.

Questo nel caso specifico dell’Italia significa, che se è stata scelta come valuta l’euro potrà continuare a pagare in questo modo e se Putin decidesse di non accettare il pagamento si tratterebbe di un ricatto che dovrebbe poi essere discusso nelle sedi opportune.

Quali possono essere le conseguenze

Il pagamento gas in rubli diventerebbe legale se venisse applicato sui contratti futuri e non in quelli in essere in questo momento.

In quel caso Putin avrebbe tutta la possibilità di chiedere il pagamento gas in rubli e starebbe poi ai compratori scegliere o meno se continuare ad usufruire del gas russo.

Se così non fosse e la decisione dello Zar dovesse partire fin da subito i compratori potrebbero annullare i contratti e questo significherebbe che la Gazprom (la maggiore azienda di gas russa) chiuderebbe i rubinetti verso l’Occidente creando gravi conseguenze sia per la stessa Russia e che per i paesi occidentali, i quali si ritroverebbero senza più una grande scorta di combustibile.

In pratica ci perderebbero tutti Russia compresa, ma in questo momento è difficile capire cosa abbia in mente Putin.