È di questi giorni la notizia di una truffa sui buoni benzina: la situazione europea e mondiale diventa un nuovo pretesto per raggirare i malcapitati.

Approfittando dei timori per il caro-benzina, una nuova modalità di phishing sta diventando virale su WhatsApp.

Scopriamo in quest’articolo cosa comporta questa nuova truffa sui buoni benzina e come fare per evitare di farsi rubare i dati personali dai propri dispositivi.

Truffa sui buoni benzina: com’è strutturata

La nuova truffa sui buoni benzina è abbastanza semplice. Come descritto da Lillo Vizzini di Federconsumatori all’Ansa, gli utenti di WhatsApp si vedono recapitare da un numero sconosciuto un messaggio nel proprio account.

In questo messaggio viene annunciata la distribuzione di buoni carburante dal valore di 100 euro ciascuno emessi da una delle più note compagnie petrolifere italiane (ENI).

Per ottenere il buono gli utenti, al termine di una breve frase in cui si spiega che l’iniziativa è di protesta contro il governo e la guerra, vengono invitati a cliccare su un link fasullo e malevolo.

Una volta cliccato su questo link, si viene reindirizzati su una scheda da compilare con le proprie informazioni personali.

Con l’idea di ottenere un vantaggio, la vittima della truffa acconsente così alla cessione di dati importanti che possono renderlo rintracciabile, oltre che mettere i malviventi nelle condizioni di utilizzare i suoi dati personali.

Truffa sui buoni benzina: come evitarla

Come tutte le altre minacce di phishing, anche in questo caso la cosa migliore è evitare di lasciarsi indurre in tentazione e cestinare il messaggio senza cliccare sul link fornito e, men che mai, lasciare informazioni personali.

È fondamentale ricordare che le richieste di dati personali e bancari non possono essere mai ritenute sicure, in alcun caso, se effettuate tramite mezzi come il telefono, la posta elettronica e la messaggistica istantanea.

Un elenco che principalmente si riferisce alle applicazioni più diffuse come WhatsApp, Telegram e Messenger.

Email e messaggi di ogni tipo provenienti da mittenti sconosciuti vanno sempre cestinati. Ancor di più se presentano allegati sospetti o più generici inviti a “fare cose”, come cliccare, collegarsi a soggetti terzi.

In questi casi conviene contattare una associazione di consumatori e farsi aiutare nella pratica maggiormente corretta.

Truffa sui buoni benzina: non confondersi col bonus

La truffa sta ovviamente facendo sulla leva sulla possibile confusione degli utenti con il bonus benzina governativo di cui anche noi abbiamo parlato in un altro articolo.

Vi invitiamo quindi a rileggere l’articolo e a ricordare che il bonus benzina governativo riguarda la possibilità di non tassare i buoni benzina aziendali generalmente riconosciuti da ogni ditta ai propri dipendenti.

Ricordate sempre che in questi casi di truffa il tentativo in atto è sempre quello di estorcere dati personali attraverso la vostra inconsapevole partecipazione.

Diversamente i bonus governativi non “vengono mai a cercare voi”, siete piuttosto voi che dovete muovervi verso un’istituzione per farvi riconoscere un diritto, riconosciuto seppur eccezionalmente.

Altre truffe simili: attenti al Green Pass

Col metodo del phishing è anche molto diffusa una truffa relativa alle difficoltà ad ottenere i Green Pass aggiornati sui propri dispositivi.

Un messaggio simile che indica un link per ottenere il Green Pass circola da mesi sui social, e anche su WhatsApp.

Anche in questo caso la cosa migliore è diffidare: è il cittadino che si rivolge all’autorità, in questo caso la Regione, per ottenere il documento, e non sarà mai la Regione ad “invitarvi” a farlo se non su vostra richiesta.

Se avete delle difficoltà che riguardano il reperimento del vostro Green Pass, il consiglio è quello di rivolgervi alla farmacia più vicina che abbia il sistema di collegamento alla Regione e farvi aiutare lì.