Le mandorle rappresentano un alimento molto apprezzato e decisamente versatile da millenni, diffuso sopratutto nelle zone calde-temperate del mondo, non a caso si tratta di uno dei prodotti naturali tipici del Mezzogiorno.

Oltre ad essere molto utilizzate in gastronomia, sopratutto per la realizzazione di dolci ma anche di pietanze salate, le mandorle rappresentano una sorta di “farmaco naturale”, utili a contrastare o limitare determinate patologie piuttosto diffuse, come il diabete e il colesterolo alto.

Mandorle terapeutiche

Le proprietà benefiche per il sistema digestivo delle mandorle è conosciuto da secoli, grazie all’apporto di fibre, ed i polifenoli che contiene hanno anche un importante effetto “conservativo” della flora batterica. Potente antiossidante ed antinfiammatorio, la mandorla è anche un’importante fonte di calcio, fosforo e magnesio, rappresentando quindi un’ottima soluzione per la salute degli organi e delle ossa.

Particolarmente importante è l’apporto di vitamina E, che aiuta il normale stato di salute di organi fondamentali come cervello e cuore, oltre ad avere un’importante funzione “regolarizzatrice” .

Essendo dotate di acidi grassi monoinsaturi e omega 3 (sostanzialmente i grassi “buoni”) se assunte dopo i pasti le mandorle possono essere utili per contrastare i “picchi” di zuccheri presenti nel sangue, funzione equilibratrice simile per quanto riguarda l’eccesso di colesterolo LDL, quello “cattivo”.

Quante mandorle si possono mangiare al giorno? Questa la quantità consigliata dal nutrizionista

Si tratta di un seme estremamente calorico, quindi viene da spontaneo chiedersi a quanto ammonta la dose giornaliera consigliata di mandorle per massimizzarne gli effetti positivi e ridurre al minimo quelli negativi.

I nutrizionisti hanno evidenzato questa quantità in circa 28-30 grammi di mandorle al giorno, quindi una ventina di semi, opportunamente dilazionati nel consumo giornaliero dopo i pasti.

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