Strappare lungo i bordi è il titolo dell’attesissima serie Netflix prodotta dal fumettista ZeroCalcare, già molto noto agli appassionati di Fumetti per le sue produzioni cartacee come Scheletri e Kobane Calling, e anche già visto in tv come ospite di Propaganda Live quando, soprattutto durante il primo lockdown per la pandemia, ha iniziato a cimentarsi con l’animazione con i corti di “Rebibbia Quarantine”. Che Michele Rech, in arte ZeroCalcare, abbia un indubbio talento espressivo e comunicativo nella sua produzione fumettistica, è indubbio. Scopriamo insieme cosa c’è di tanto interessante da rendere imperdibile “Strappare lungo i bordi”.

Strappare lungo i bordi: trama e ambientazione

Strappare lungo i bordi si articola intorno ad un episodio tutto sommato semplice: da lì, e a ritroso, la narrazione parte però per raccontare una storia di amicizia, e di amore mai del tutto sbocciato, tra il protagonista principale e la sua amica Alice. Dall’incontro, che viene mostrato nella prima puntata, e un continuo andare avanti e indietro nel tempo per spiegare e far comprendere allo spettatore perché il protagonista – e una intera generazione che può rivedersi in lui e nei suoi amici – è fatto proprio così. In quel modo un po’ strano che sembra non trovare una traduzione né nella generazione precedente né in quella futura.

L’ambientazione è chiaramente quella del fumetto animato, ma le vicende si svolgono a Roma e a Biella, e l’intera produzione ha una forte connotazione “romanesca”. Un aspetto che ha scatenato le critiche di alcuni, ma anche uno degli aspetti delle produzioni di ZeroCalcare che, chi lo conosce da tempo, non ha mai faticato ad apprezzare in termini di autenticità e di simpatia, di possibilità di gioco col linguaggio che il dialetto consente.

Strappare lungo i bordi: struttura e aspetto tecnico

La serie tv è articolata in sei episodi di circa venti minuti ciascuno. Questo consente di vedere la serie tutta di un fiato in meno di due ore, ma la sensazione è che gli episodi siano talmente “carichi” che valga la pena tenerseli per almeno due o tre appuntamenti.

Oltre al disegno dell’autore, da sottolineare il fatto che alla realizzazione si sia dedicato un team di circa 200 persone. Tra gli aspetti meritori va evidenziato di sicuro almeno la colorazione del fumetto, che lo ha reso divertente in modo costante alla vista, ma anche particolarmente adeguato a cogliere sfumature emotive che i colori aiutano a mettere in evidenza. Tutta l’animazione è poi costellata da “chicche” come scritte sui muri o elementi sullo sfondo per i quali vale la pena fermare la riproduzione per coglierli.
Un piccolo paragrafo a parte merita il sonoro della serie, su due aspetti distinti: doppiaggio e colonna sonora.

Per quanto riguarda il doppiaggio, esso vive della scelta di ZeroCalcare di dare la voce a tutti i propri personaggi, almeno fino a un momento specifico della vicenda, e della voce del suo alter ego-coscienza Armadillo, che ha in questo caso la voce dell’attore Valerio Mastandrea. Una scelta particolarmente azzeccata e che, per ammissione dello stesso autore, ha fatto fare un salto di qualità alla produzione.

La colonna sonora è poi un manifesto generazionale: lo è sia per i testi dei brani di Giancane, scelto e “preteso” in un certo senso dallo stesso ZeroCalcare sia per la sigla che per alcuni intermezzi. Ma poi ogni episodio è un continuo rimando a brani che hanno in un modo o nell’altro segnato momenti vitali della generazione di estrazione dell’autore, come Xdono di Tiziano Ferro, Clandestino di Manu Chao, Dancing with myself degli Generation X o Non abbiam bisogno di parole di Ron.

Strappare lungo i bordi: giudizio finale

La serie di animazione di ZeroCalcare sembra emergere un po’ all’improvviso dando una nuova – e  finalmente evidente – dignità alla produzione italiana nel campo dell’animazione, forse un po’ ferma e di scarso rilievo soprattutto a livello internazionale. Il successo della serie ha diverse motivazioni: innanzitutto è strutturata come un lungometraggio e questo facilita la visione rapida e il passa-parola immediato, ma il suo aspetto principale è sicuramente la capacità di commuovere e di toccare con gentilezza temi del vissuto dei trentenni di oggi che sono trasversali sia dal punto di vista culturale che da quello esperienziale.

Il posizionamento dei personaggi della storia di fronte alla vita e al mondo è sicuramente quello che ogni ragazzo nato tra gli ’80 e i ’90 ha provato almeno in un periodo della propria vita. E gli eventi raccontati – da quello maggiormente quotidiano, come il cambiare una ruota bucata, a quello più forte che regge l’intera narrazione – non possono non rimandare al vissuto di chi guarda la serie da spettatore.

Strappare lungo i bordi: il trailer

Strappare lungo i bordi: dove vederla

Strappare lungo i bordi è una esclusiva Netflix, disponibile quindi solo nel catalogo di questa piattaforma. Questo significa che non potrete trovarla su altre piattaforme di riproduzione in streaming come Prime Video, Disney+, Rakuten, etc. etc., così come non è annunciata la messa in onda su uno dei nostri canali del digitale terrestre. Bisogna quindi essere utenti registrati a Netflix per vederla.

 

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