Raffaele Niutta, attuale presidente dell’Afragolese, nonostante il traguardo appena raggiunto dalla sua squadra continua ad essere nel mirino di qualche personaggio, che lo vorrebbe via da Afragola.

Niutta: con lui è rinata l’Afragolese

L’Afragolese con l’avvento di Raffaele Niutta è cresciuta anno dopo anno raggiungendo sempre gli obiettivi prefissati ad inizio stagione.

In Eccellenza il primo anno ha preso parte ai play-off, mentre nel secondo anno della sua gestione ha vinto campionato e Coppa Italia, un double che la città non aveva mai visto raggiungere.

Il primo anno di Serie D si è concluso con la salvezza e quest’anno con una giornata di anticipo si è assicurata i play-off, dove in semifinale sfiderà la Nuova Florida ed in più in rosa c’è il capocannoniere del Girone G, Fabio Longo.

Il solito ritornello

I risultati raggiunti però continuano a non convincere qualcuno (pochissimi), che da tempo hanno imparato il solito ritornello: “L’Afragolese agli afragolesi”.

Per chi non lo sapesse il presidente Niutta è nativo di San Giorgio a Cremano e questo appare essere per alcuni personaggi un disonore per la città di Afragola.

Viene da chiedere perchè se questo legame con la propria terra non è venuto fuori quando la squadra rossoblù militava in Eccellenza, forse non faceva gola come ora che gioca in D?

Niutta invece all’epoca sposò appieno la causa Afragolese, dimostrandosi col tempo più afragolese di alcuni che in quella città sono nati.

La colpa del presidente forse è quella di aver riportato il calcio che conta in questa città? Chiudere accordi economici importanti tipo la Nike? Aver fatto costruire un bus personalizzato che fa invidia a società di altre categorie?

O forse l’appetito di alcuni personaggi è nato una volta saputo che sono iniziati i lavori al Moccia?

Un sanguigno ma vero

Qualche colpa sicuramente Niutta la ha e d’altronde non l’hai mai nascosta. E’ un sanguigno, uno che non le manda a dire, un impulsivo che per la troppa passione a volte si lascia sopraffare dagli eventi. Ecco non un classico presidente, ma il primo vero tifoso della sua squadra.

Questo lo si è potuto notare anche nella gara che ha sancito l’accesso ai play-off, quando negli spogliatoi si è scatenato insieme a tutti i calciatori e lo staff. E’ fatto così, proprio per questo la stragrande maggioranza dei tifosi rossoblù gli è vicino.

Va ricordato che da un mese si è anche allontanato dai social dopo aver dichiarato che non avrebbe più risposto a nessuno fino al 30 giugno, ma alcuni scrivono sui social quasi come se fosse una campagna elettorale più che una vera dimostrazione d’amore verso Afragola.

Per alcuni va estirpato il male da Afragola ed il male è Niutta, atteggiamento incomprensibile perchè chi ama la città dovrebbe solo ringraziarlo per i risultati ottenuti fino ad ora.

Non tutto il mondo è paese

Quello che si sta cercando di demonizzare ad Afragola è invece un imprenditore corteggiatissimo da altre piazze ed alcune davvero gloriose (come d’altronde è l’Afragolese).

Quindi Niutta non avrebbe alcun problema a passare la mano e piazzarsi altrove. Ma chi crede che questo accada si sbaglia di grosso, perchè il presidente è legato troppo alla città e alla parte sana del tifo per lasciare, anzi, siamo certi che questi continui attacchi non faranno altro che renderlo ancor più deciso a far bene e puntare sempre più in alto, ma non per sè stesso, ma per chi ama l’Afragolese 1944.