Zenit San Pietroburgo è uno degli avversari della Juventus nel Girone H della Champions League 2021/22. La squadra allenata da Allegri ha pescato bene dalla terza fascia di merito dei gironi di Champions dove militavano formazioni di spessore più elevato. In ogni caso la trasferta in Russia a fine autunno rappresenta sempre una partita complicata per le condizioni climatiche quasi mai favorevoli. Scopriamo insieme qualcosa in più sulla squadra russa.

Zenit San Pietroburgo: il club e lo stadio

Lo Zenit San Pietroburgo, fondato nel 1925 con il nome Krasnaja Zarja Leningrado, e poi chiamatosi Zenit Leningrado, ha acquisito l’attuale denominazione nel 1991, con la caduta dell’URSS. Ha sede nella città di San Pietroburgo e milita in Premier Liga Russa, campionato del quale è attuale campione: grazie alla vittoria ha ottenuto la qualificazione diretta ai gironi, evitando i preliminari. Ha vinto 1 campionato sovietico nel 1984, e poi 7 campionati di Russia, incluso l’ultimo, 1 Coppa URSS, 1 Supercoppa URSS, 4 Coppe di Russia, 6 Supercoppe di Russia e l’unica Coppa del Campionato Russo disputata. Ha poi vinto una Coppa Uefa nel 2007/08 e una Supercoppa Uefa proprio nel 2008, a seguito della vittoria in Coppa Uefa.

I colori sociali sono il blu, l’azzurro e il bianco, generalmente presenti sia nella prima che nella seconda maglia. Le partite di casa vengono giocate nello Stadio di San Pietroburgo, denominato Zenith Arena, che ha anche ospitato di recente sette partite di Euro2020. L’impianto è stato inaugurato nel 2016 in vista dell’organizzazione da parte della Russia dei Mondiali 2018, dei quali ha ospitato sette partite.

Zenit San Pietroburgo: la rosa e l’allenatore

La rosa dello Zenit è caratterizzata dalla presenza di alcuni giocatori di spessore, esperienza, carisma e ottima tecnica, attorno ai quali ruotano alcuni dei profili più interessanti del calcio russo. L’asse centrale della squadra è costituito sicuramente dal croato Dejan Lovren, ex giocatore del Liverpool, dal centrocampista brasiliano Wendel, dal trequartista Azmoun e dalla punta centrale della nazionale russa Dzjuba. Al secondo gruppo afferiscono invece il terzino Karavaev e il centrocampista Mostovoj. Nel recente passato la piazza è stata spesso oggetto di forti critiche perché la tifoseria aveva ecceduto in comportamenti razzisti fino a far preferire alla dirigenza di non ingaggiare giocatori di colore.

L’attuale allenatore dello Zenit è Sergej Semak, e si tratta di un ritorno ad un allenatore di origini russe per il club dopo una lunghissima parentesi – dal 2002 – di allenatori provenienti dall’estero (Petrzela, Advocaat, Spalletti, Lucescu, Villas Boas, Mancini). Semak è cresciuto nelle giovanili dello Zenit dopo aver chiuso la carriera con la maglia della squadra di San Pietroburgo nel 2013, dopo aver disputato lì le ultime tre stagioni di carriera. Ha esordito nella massima serie russa all’UFA, dopo un’esperienza da vice allenatore della Nazionale russa agli Europei del 2016.

Zenit San Pietroburgo: la doppia sfida con la Juventus e il precedente

La Juventus affronterà lo Zenit San Pietroburgo all’Allianz Stadium di Torino il prossimo 2 novembre, tra circa due mesi, nella quarta giornata del girone. Ospiterà i russi dopo essere andata a far loro visita allo Stadio San Pietroburgo alla terza giornata del girone, il prossimo 20 ottobre. La doppia sfida si annuncia come quella decisiva per le sorti della Juventus nella competizione, considerato il livello inferiore del Malmo e la probabile doppia sfida equilibrata contro il Chelsea.

Nella storia della Champions League le due squadre si sono affrontate alla fase a gironi in una sola circostanza, nell’edizione 2008/09, la prima che vide il ritorno in Champions League dei bianconeri dopo la retrocessione in Serie B per i fatti di Calciopoli nel 2006. La partita di andata a Torino venne vinta 1-0, risolta da una rete su punizione di Del Piero. Al ritorno a San Pietroburgo la gara finì 0-0, ma la Juventus passò il girone da prima in classifica, a pari punti con il Real Madrid.