Dopo il lungo periodo costellato dalla pandemia Covid-19, siamo tutti un po’ più sensibili nei confronti delle malattie che a cadenza più o meno regolare, iniziano a “girare” anche sui social e tra i portali di informazione.

Non è un caso che con le temperature particolarmente calde le tipiche malattie associabili alla stagione invernale, come l’influenza ed il raffreddore lascino il posto a quelle legate ai vari insetti come le zanzare.

È il caso della recente Febbre del Nilo, chiamata anche West Nile, che ha già fatto qualche vittima anche nel nostro paese.

Febbre del Nilo: cos’ è

Ma di cosa si tratta? Non è una malattia “recente”, in quanto conosciuta già a inizio Novecento ed isolata nel 1937.

Nilo Occidentale, nel 2020 ha fatto 5 morti nel nostro Paese, e nel nostro paese i primi casi sono stati registrati nel 2008, ma solo diversi anni dopo è diventata relativamente diffusa ma decisamente poco letale.

Si tratta di una malattia che viene veicolata dalle zanzare ed è quindi diffusa in tutti i continenti sufficientemente umidi, quindi Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

La specie umana è solo una tra quelle soggette al contagio che colpisce anche altre forme di mammiferi, soprattutto quelli di medie e grandi dimensioni.

La prima vera epidemia è stata registrata in nord africa negli anni 90, mentre circa 10 anni dopo è arrivata negli Stati Uniti e in Europa.

Febbre del Nilo: sintomi, cure

Il periodo di incubazione varia da un paio di giorni fino a due settimane e tendenzialmente non ha effetti evidenti in quanto circa il 75% dei casi è asintomatico, nel resto dà una forma simil-influenzale, ma nell’1% può dare encefaliti e meningiti e numeri alla mano risulta essere mortale solo per una percentuale vicina allo 0,1 %.

La maggior parte dei sintomi è associabile a quella di una comune influenza, e va ricordato che  non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con chi è infetto.

Febbre

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