L’acqua è uno dei beni acquistati con più frequenza dalla popolazione italiana, che nella quasi totalità dei casi preferisce acquistare e consumare la variante confezionata, piuttosto di quella del rubinetto.

I marchi a disposizione della clientela sono parecchi, e solitamente questi utilizzano fonti certificate e poste a controlli sempre molto rigidi così da garantire un livello di sicurezza nei confronti dei batteri ed altre impurità.

E’ proprio attraverso l’acqua che molte malattie anche piuttosto gravi, un esempio molto recente è costituito da una marca di acqua minerale che ha annunciato di aver ritirato una specifica quantità di acqua confezionata che è stata contaminata.

Acqua minerale ritirata dal mercato: marca, lotti, il perché

In particolare il Ministero della Salute attraverso il proprio portale, e all’interno di un comunicato ha ufficializzato il ritiro di due lotti specifici di acqua minerale effervescente naturale di marca Claudia che possono essere state contaminate dal batterio Staphylococcus aureus.

Secondo il comunicato sono le seguenti. Sono stati prodotti presso gli stabilimenti di  Anguillara Sabazia nel Lazio.

  • marchio del prodotto “CLAVDIA“, denominazione “acqua minerale effervescente naturale Claudia”, nome/ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato “Sorgenti Clavdia srl”, lotto di produzione L21111, marchio di identificazione dello stabilimento “Acqua Claudia” con sede a Anguillara Sabazia (RM), data di scadenza 21/04/2023, peso/volume 1,5 litri;
  • marchio del prodotto “CLAVDIA“, denominazione “acqua minerale effervescente naturale Claudia”, nome/ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato “Sorgenti Clavdia srl”, lotto di produzione L21191, marchio di identificazione dello stabilimento “Acqua Claudia” con sede a Anguillara Sabazia (RM), data di scadenza 21/04/2023, peso/volume 0,5 litri.

Questo batterio è particolarmente “contagioso” perchè riesce a sopravvivere a buona parte dei controlli apportati all’acqua, ed è fonte di infezioni, risultando particolarmente pericoloso per i soggetti “a rischio” come i bambini, anziani e le persone che hanno un organismo dalle difese immunitarie ridotte.

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